Crociati

ASPETTANDO SVEZIA-ITALIA. QUANDO BROLIN SEGNO’ AI MONDIALI CON UNO SCHEMA DEL PARMA

E se vi dicessimo che la Svezia in un Mondiale segnò un gol grazie a uno schema del Parma?

Mentre la nazionale di Stoccolma sta per contendere l’ingresso all’Italia alla Coppa del mondo 2018 che si giocherà in Russia, c’è un episodio che vede coinvolto un ex calciatore svedese che negli anni europei del Parma vestì la nostra maglia. Non c’è forse bisogno di aggiungere che si tratta di Tomas Brolin, attaccante che con il Parma giocò dal 1990 per cinque stagione, oltre ad una seconda parentesi nel 1997.

Brolin con il Parma giocò 133 gare segnando 20 gol e dimostrandosi utilissimo per le idee tattiche di Nevio Scala. L’allora tecnico crociato utilizzava Tomas sia come attaccante che come centrocampista in caso di necessità, trovando così nel secondo caso il modo di farlo coesistere con Asprilla e Zola.

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Quando arrivò al Tardini, Brolin era già un componente della nazionale svedese: nell’estate del 1990 aveva partecipato alle “Notti Magiche” del Mondiale italiano, segnando un gol al Brasile nel match perso per 2-1 al Delle Alpi di Torino. La carriera di Brolin con la casacca della Sveriges herrlandslag i fotboll negli anni successivi è stata caratterizzata da altre soddisfazioni. Due anni dopo Italia 90, la Svezia ospitò l’Europeo (al quale l’Italia non si era qualificata) e Brolin segnò tre reti in totale nei match contro la Danimarca futura campione e contro l’Inghilterra nel primo turno, per poi ripetersi nella semifinale poi prsa 3-2 contro la Germania.

Arriviamo quindi al Mondiale successivo, quello giocato nel 1994 negli Usa. Brolin viene convocato dalla Svezia e segna nel secondo incontro vinto per 3-1 contro la Russia di Salenko. Quella della spedizione oltreoceano è una delle nazionali migliori mai schierate dalla Svezia: ci sono Ravelli in porta, Patrik Andersson, Bjorklund e Kamark in difesa, Schwarz, Mild e il compianto Ingesson al centro, in attacco Dahlin, Kennet Andersson, Larsson e Blomqvist. Non è dunque una sorpresa se la Svezia riesce ad avanzare fino ai quarti di finale, dove incontra un’altra nazionale piena di talento come la Romania di Hagi e Belodedici.

A 10 minuti dalla fine, nella calda tenaglia californiana dello stadio di Stanford, il risultato è fermo sullo 0-0. C’è una punizione per la Svezia vicina al vertice destro dell’area avversaria. Schwarz è sul pallone e quando l’arbitro fischia va verso di lui, per lasciare poi spazio a un compagno alle spalle, che anzichè tirare cerca un rasoterra che sfila accanto alla barriera. Sembra un passaggio senza senso, ma in una frazione di secondo dalle spalle della barriera sbuca lesto Brolin, che si ritrova libero di insaccare:

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La Romania pareggerà poco dopo, si finirà ai supplementari e quindi ai rigori, dove trionferà la Svezia. Al termine della partita, agli inviati italiani andati allo stadio per seguire la gara, racconterà: “Il calcio di punizione che mi ha permesso di segnare contro i rumeni è uno schema di Nevio Scala. Il ct Svensson l’ha visto nella nostra gara di Coppa contro il Degerfors e da allora è diventato ‘ la punizione-Parma’. Basta dire così e i compagni capiscono”. 

In quel turno di Coppa delle Coppe giocato nel settembre del 1993 i Crociati si imposero sia all’andata che al ritorno: al Tardini Brolin segnò anche un gol. Alla fine di quel torneo il Parma venne sconfitto dall’Arsenal, mentre con la Sveiza Brolin otterrà il terzo posto negli Usa, dopo aver battuto la Bulgaria nella finalina. Anche in quella gara, Tomas segnò.