Crociati

Quando parla Cap Lucarelli … : “Siamo già competitivi. Con pochi innesti importanti, diventiamo la squadra da battere. Chi scende a Parma in Lega Pro deve farlo come se pagasse di tasca propria. Vogliamo gente che lotta”

Pinzolo (Tn), 3 Agosto 2016 – Oggi, nel penultimo giorno del ritiro di Pinzolo, al termine della seduta mattutina di allenamento, ha parlato Capitan Alessandro Lucarelli:

Abbiamo lavorato bene, svolgendo carichi pesanti ma aiutati dall’aria fresca. Abbiamo completato il lavoro iniziato a Collecchio. Credo sia andato tutto bene, anche perché non ci sono stati infortuni. Questa squadra è già competitiva per la Lega Pro. Con due o tre innesti importanti, diventerebbe la formazione da battere. Per completare la rosa e c’è tempo. I ritocchi vanno fatti scegliendo giocatori giusti, che vengono con entusiasmo, con la voglia di sposare un progetto e mettersi a disposizione del collettivo, come tutti i ragazzi nuovi che sono arrivati. I tempi ci sono tutti per completare l’organico, soprattutto quando i giocatori in Serie B potranno cambiare squadra. Ci vuole pazienza, ma l’importante è che arrivino giocatori giusti con la mentalità giusta. Io mi sento bene. Ho fatto tutto insieme agli altri. Non ho mai saltato un allenamento e non mi sono mai dovuto arrendere alla fatica. E’ un segnale importante che mi fa capire che fisicamente ci sono ancora. E’ normale che devo ascoltarmi, ma le sensazioni sono positive. I tempi di recupero ovviamente sono più lunghi rispetto ai giovani, ma fisicamente sto bene. Mi fa piacere essere da stimolo per i giovani, dato che i nuovi dicono che vorrebbero arrivare alla mia età con un fisico del genere. Significa che vedono che sto ancora bene. Dalla mia ho che non ho mai avuto infortuni e gioco in un ruolo che mi permette di correre meno. Domani, con il Chievo, ritrovo Massimo Gobbi. Con lui ci sentiamo spesso. E’ un’atleta incredibile. Gioca sulla fascia e lo fa ancora bene. E’ un professionista che si cura in tutto. Sarebbe bello rivederlo con la maglia del Parma, magari in Serie B. Domenica in Coppa Italia giochiamo contro il Piacenza, dove sono cresciuto da ragazzo. A Piacenza sono nato calcisticamente, ho fatto quattro anni di Primavera e altri quattro in prima squadra, lì sono diventato uomo. I ricordi sono positivi, anche se si parla di vent’anni fa. Era un calcio diverso, più tecnico e meno fisico. Prima bisognava essere bravi tecnicamente, poi veniva il resto. Ora è il contrario. Il mio segreto per scendere di categoria è stato giocare nel Parma. Non lo avrei fatto per nessun’altra squadra. Ormai il Parma lo sento mio, non conta la categoria. La cosa importante era indossare questa maglia. Posso capire la diffidenza nello scendere di categoria, ma un conto è farlo per qualsiasi squadra un conto è farlo nel Parma. Penso che qualcuno dovrebbe pagare più che essere pagato per giocare qui. C’è bisogno di gente che lotta e corra per portare il Parma in Serie B. La base della nostra difesa è già solida. Ben vengano giocatori che ci farebbero fare il salto di qualità. Coly è un signor giocatore, Benassi quando gioca mangia gli attaccanti. La squadra è già competitiva, con altri due pezzi importanti saremmo la squadra da battere. Lo ribadisco. Il gruppo conta tantissimo, soprattutto in Lega Pro ci sono squadre che spendono milioni di euro e non vincono mai. Noi abbiamo avuto la fortuna di creare l’anno scorso un gruppo con ragazzi dal valore morale importante. Quelli che sono arrivati ne hanno ancora di più. I giocatori da soli vincono le partite, ma non i campionati. Noi l’abbiamo dimostrato l’anno scorso. Questa base va integrata con giocatori con le stesse caratteristiche. Dove non si riesce ad arrivare con la forza e la tecnica, si arriva con la forza del gruppo. Un chiaro esempio è la Nazionale italiana agli Europei”.