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Scozzarella a Bar Sport: “Per venire al Parma scenderei di categoria altre 100 volte… Dobbiamo capire dove dover migliorare”

Parma, 21 Marzo 2017 – Il centrocampista del Parma Calcio 1913 Matteo Scozzarella è stato ospite di Bar Sport, il talk show sportivo del lunedì sera di Tv Parma, condotto da Sandro Piovani, con Francesca Mercadanti.

Ecco i video (dal canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913) e la trascrizione dei suoi interventi:

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“Per me e per i miei compagni non è un buon periodo: tutti quanti ci aspettavamo ben altro dalle ultime tre partite che abbiamo fatto. Se nelle due partite precedenti era mancato anche qualcosa d’altro, al di là del gioco, dal punto di vista caratteriale, nell’ultima partita si è visto sicuramente qualcosa di diverso, però il risultato è stata una sconfitta, di conseguenza dobbiamo capire cosa va fatto meglio. I motivi? Non penso ci sia una verità assoluta: penso che quello che hanno detto direttore e allenatore sia corretto, ed oltre a quello è venuto a mancare in ogni partita qualcosa che non ci ha permesso di portare a casa la vittoria, col Forlì un po’ di attenzione nel finale, nella penultima a Mantova non avevamo fatto una grande partita, ma con un po’ più di compattezza anche quel tipo di gare si possono vincere, e nell’ultima delle disattenzioni che il Parma non può permettersi, soprattutto in questo periodo per inseguire quelle che ci sono davanti”.

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“Giocare 15 metri più avanti rispetto alla linea dei difensori? Sì, è una cosa che potrebbe essere utile, ma è abbastanza situazionale, a seconda delle partite. Domenica scorsa sarebbe stato abbastanza difficile: la linea dei difensori era oltre la metà campo avversaria, quindi mi sarei trovato con gli attaccanti. Non sempre è possibile: in altre partite, probabilmente, lo avrei dovuto fare, questo sì. Io amo stare davanti alla difesa: è quello che ho sempre fatto e che storicamente mi ha sempre dato dei risultati e che mi fa divertire e piacere quello che faccio”.

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“Sono d’accordissimo sul fatto che il Parma non meriti la Lega Pro, ma è una cosa riconosciuta e non penso di essere l’unico a dirlo. Dover inseguire toglie delle energie, e vedere che davanti stiano facendo qualcosa mai visto negli ultimi anni, ci ha tolto ulteriori energie. Ma a me piace continuare a pensare di poter vincere tutte le partite e poi vedere gli altri cosa sono capaci di fare. Se poi non ne saremo capaci, fra qualche mese inizieremo tireremo le somme e nel caso prepararci per giocare i play off. Col Gubbio sfida tra arrabbiati? Sicuramente, ma noi di più, perché le ambizioni che trasmettono questa società, questa città e questo stadio nel momento in cui i risultati non arrivano, ti danno qualcosa in più, con tutto il rispetto per il Gubbio che ha perso 6-0 col Teramo…”

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“Se lo rifarei di scendere di categoria per venire al Parma? Altre 100 volte… Comunque questa categoria è particolare, molto particolare: ci sono delle dinamiche che a volte sono un po’ difficili da gestire e da capire; in campo e fuori succedono tante cose diverse, per cui prima se ne viene fuori e meglio è, perché non è scontata, o banale, ma molto varia. Il Venezia sta dimostrando che probabilmente per fare meglio di noi, in questo campionato, c’è bisogno di determinate caratteristiche piuttosto di altre. C’è una serie di incastri molto più complicati rispetto ad altre categorie”.

5 – MATTEO SCOZZARELLA NEL PRIVEE’ CON FRANCESCA MERCADANTI

“Scendere di categoria è stata una scelta legata alla voglia di fare qualcosa di bello per una città e per una società dell’importanza del Parma. Quando c’è stata la possibilità di parlare del mio futuro, la categoria non è stata tanto indicativa per la mia decisione: la voglia era quella di ritornare a fare la categoria che stavo facendo, però con una società che è ambita da tanti giocatori. Con la mia famiglia stiamo bene in questa città: piano piano stiamo iniziando a conoscere Parma, a viverla un po’ di più, a frequentarla. Ci sta piacendo: è molto vicina alla mentalità della zona in cui viviamo, che è Treviso. Si assomigliano molto come città, di conseguenza ci abbiamo messo poco ad ambientarci. Lo spogliatoio? Sembrano tutte banalità, perché quando si parla di gruppi tutti tendono a dire che è stato fatto benissimo, che è tutto bellissimo, ma io, in effetti, mi sono trovato in un gruppo che ha tanto entusiasmo e tanta voglia, con tanti ragazzi che hanno il desiderio di fare qualcosa di speciale, che fino a poco fa ci stava riuscendo molto bene e adesso un po’ meno, però sono tutte garanzie che il futuro può essere solo migliore.Il giorno della partita? Non sono molto scaramantico, quello è certo, ma sono attento a quello che penso mi possa spettare durante la gara assieme allo staff durante la mattinata o la sera precedente, si analizza quello che potrebbe succedere e quindi io cerco di concentrarmi, in mattinata, su quello che dovrei fare durante la partita. Che dire ai tifosi? Che sono vicino al loro momento di sconforto, anche se noi siamo più dispiaciuti ancora per quello che sta succedendo e per non aver fatto quello che probabilmente loro si sarebbero aspettai. In questi momenti penso che presa la situazione nella maniera migliore e compattando tutti e due gli ambienti si possano fare cose ancora più belle rispetto a quelle di prima. Lo hanno sempre fatto, capisco il loro sconforto, però sono certo che continueranno a darci una mano come hanno sempre fatto”.

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“Un fallo su di me prima del rigore ? Ho qualche segno sui ginocchio: quelli sono rimasti…”

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“E’ inevitabile e utile in una situazione come questa: bisogna essere bravi a staccare il cervello da quello che è l’esterno del nostro spogliatoio, perché giustamente ogni persona guarda e analizza le cose come il suo cervello dice, di conseguenza noi dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto in queste settimane, anche se i risultati sono stati peggiori rispetto a prima e, riguardando le partite, guardare quello che c’è da migliorare e qualcosa c’è sicuramente perché due punti sono troppo pochi…”