Crociati

STORIE DI STADI: IL “PARTENIO-LOMBARDI” DI AVELLINO

Parma, 27 marzo 2018 – Il Parma Calcio è atteso dalla trasferta di Avellino. E come alla vigilia di ogni viaggio, scopriamo assieme la storia dello stadio che ospiterà i Crociati.

IL PARTENIO E I SUOI FRATELLI
L’impianto di Avellino, in origine chiamato solo “Partenio”, è stato costruito e inaugurato negli anni Settanta. A occuparsi dell’opera fu l’impresa di Costantino Rozzi, storico presidente dell’Ascoli che ha “firmato” cinque stadi in Italia: il Partenio appunto, il Del Duca di Ascoli, lo stadio di Benevento (originariamente chiamato “Santa Colomba” e poi ribattezzato “Ciro Vigorito”), il “Via del Mare” di Lecce e il “Nuovo Romagnoli” di Campobasso.

DA LOU REED A BARBADILLO
Nel 1973 l’Avellino sale in Serie B e dopo 5 anni di cadetteria, vincendo all’ultima giornata contro la Sampdoria a Marassi, gli irpini si conquistano sul campo la prima storica promozione in Serie A. Da quel momento, il Partenio diverrà teatro di alcuni momenti storici, per la squadra e la città. L’Avellino resterà nella massima serie per 10 anni consecutivi e il prato del Partenio verrà calcato da diversi giocatori che faranno fortuna in Nazionale come Fernando De Napoli e Stefano Tacconi, ma anche stranieri come Ramon Diaz, Juary e Geronimo Barbadillo. Tra le gare storiche giocate al Partenio, c’è un Avellino-Milan finito 4-0 e valido per la prima giornata del campionato 1983/84. In quella gara, tra le altre cose, giocò titolare un portiere che vestirà anche la maglia del Parma: era un giovane Giovanni Cervone, che qualche anno dopo ritroveremo al “Tardini”. Al Partenio si svolse anche uno storico concerto. Il 16 giugno 1980 si esibì qui Lou Reed, che in origine avrebbe dovuto cantare a Napoli, ma l’indisponibilità del San Paolo fece sì che l’evento venisse spostato ad Avellino. Un altro momento storico è quello legato alla gara amichevole tra Italia e Germania, qui giocata il 5 febbraio 1986: in quell’occasione venne inaugurata una stele commemorativa – posizionata tra la Curva Nord e la Tribuna Montevergine – dedicata ai morti dello stadio Heysel, ad opera dello scultore Giovanni Spiniello.

LA DEDICA A LOMBARDI E IL MANTO SINTETICO
Nel 2010 è stato deciso di intitolare lo stadio ad Adriano Lombardi, storico capitano ed allenatore dell’Avellino: Lombardi ha vestito la maglia biancoverde nell’anno in cui l’Avellino è salito in Serie A, per poi allenarlo in più occasioni dopo il ritiro da calciatore. L’ex capitano è scomparso nel 2007 a causa della Sla e il club ha deciso anche di ritirare la maglia numero 10. Nell’estate del 2016, l’impianto ha visto la posa del manto sintetico, divenendo lo stadio più grande in Italia (attualmente sono circa 10mila i posti omologati) con questo tipo di terreno.