Collecchio, 15 dicembre 2020 – Mister Fabio Liverani presenta così la partita di domani contro il Cagliari, valida per la dodicesima giornata della Serie A Tim 2020-2021 in programma domani alle ore 20.45 allo Stadio ”Ennio Tardini”.

Io credo che l’analisi della gara di domenica sera, a freddo, sia la stessa del dopo partita. Abbiamo fatto i primi 20 minuti molto bene, trovando il vantaggio. Dopo di ciò c’è stata la reazione del Milan, che ha provocato due pali nella stessa azione e il palo su calcio da fermo di Calhanoglu. Hanno concluso il primo tempo spingendo, mentre la ripresa è iniziata in modo giusto da parte nostra trovando anche il 2-0. Hanno riaperto la partita, paradossalmente, su calcio da fermo e in quel momento eravamo un po’ in debito di ossigeno con Hernani. Dopo il 2-1 la squadra, per me, ha fatto una mezzora molto buona in cui non ha concesso più nulla. Credo che la squadra meritava di vincerla, anche per un po’ di autostima. Abbiamo subito il 2-2 in grande superiorità sotto linea-palla e probabilmente siamo stati poco attenti a marcare ma è una cosa che ci sta in un percorso. Dobbiamo continuare a lavorare e capire i momenti delle partite, capire che in certe situazioni dobbiamo preoccuparci più degli uomini che della palla. Sul cross di Calabria eravamo perfetti sotto la linea della palla ma eravamo distanti da chi poteva fare gol. E’ questo che dobbiamo migliorare e lavorare ma ci arriveremo con il tempo. Quelle con Inter e Milan sono due partite diverse, con l’Inter c’era una pressione ampia e forte mentre col Milan, dopo il 2-1, non ricordo una grande pressione vicino alla nostra porta. L’ultima mezzora è stata sicuramente diversa, non abbiamo sofferto né abbiamo dovuto barricarci. Abbiamo tenuto la palla e abbiamo gestito. Poi l’episodio e le qualità dei calciatori avversari possono rompere questi equilibri. Tutto questo però fa parte del passato e noi dobbiamo pensare a domani, perché ci sarà un’altra partita e un’altra storia totalmente differente. Vogliamo andare a recuperar quello che abbiamo perso, sapendo contemporaneamente che sarà molto difficile. Io credo che, quando sono stati a disposizione, più o meno tutti quanti hanno avuto minutaggio. E’ chiaro che chi ha avuto problemi muscolari o chi ha avuto il Covid-19 ha avuto meno tempo per giocare ma questo è dovuto un po’ alla sfortuna e un po’ alla pandemia che gira. Ci sarà qualche cambiamento dall’inizio, ci sarà qualche cambiamento durante la partita. Quello che mi piace è come sono entrati i calciatori dalla panchina, anche a Milano. Lo stesso Inglese ha dato segnali positivi facendo ciò che doveva fare per la squadra: più calciatori portiamo in condizione e più potremo attingere alla rosa completa durante la stagione, e credo che avremo tutti dei vantaggi. In queste quattro partite, sicuramente, ci sarà un minutaggio alto per tutti“.

Kucka ha fatto allenamento con noi, non aveva più problemi e dunque è recuperato. Kurtic? E’ un calciatore che, negli ultimi due anni, tra Nazionale e club non ha mai riposato e dunque è normale che anche lui, ogni tanto, possa andare in debito di ossigeno. E’ un giocatore internazionale, qualità e sostanza, sul quale puntiamo così come su Hernani e tutti gli altri. Sta a me, nella possibilità di sceglierli, cercare di farlo sempre quando sono al massimo. Ma è evidente che calciatori come lui e anche Kucka, tra le nazionali e queste partite di campionato, mediamente hanno giocato il minutaggio che un calciatore normale fa in un anno. E’ normale che possano avere un appannamento. Sta proprio in questo, quando vengono sostituiti da coloro che magari hanno giocato di meno, mettere in difficoltà l’allenatore e dare qualcosa in più”.

Noi lavoriamo e continueremo a lavorare tanto. Quello che ci si dimentica è che, per fare un certo tipo di calcio, bisogna integrarlo con le qualità dei nostri giocatori. Noi abbiamo dei giocatori che hanno delle qualità importanti che non posso e non voglio stravolgere o mettere in difficoltà solo per applicare un certo tipo di calcio. I nostri attaccanti hanno delle caratteristiche e noi dobbiamo cercare di sfruttarli per quelle che sono le loro caratteristiche. Sarà sempre difficile poter palleggiare tra le linee con dei calciatori come Gervinho o Karamoh, perché hanno altre caratteristiche. Non si può ricercare qualcosa che non c’è. Bisogna trasformare al massimo e mettere in condizione i miei giocatori per esprimersi con le loro qualità, altrimenti sarebbe un danno. Io non ho né il piacere né tantomeno il bisogno di far passare il messaggio <<il calcio di Liverani>>: il calcio di Liverani si adegua alle caratteristiche dei calciatori. Io sarò bravo o meno bravo se tirerò fuori il massimo delle proprie capacità da ogni calciatore che ho in rosa“.

“Ogni squadra ha dei calciatori a cui è difficile rinunciare, questo vale per tutti. E’ un merito che si prendono i calciatori, in base a quello che danno durante l’allenamento e nella partita ufficiale. Ci sono giocatori che dimostrano di essere importanti e che fanno bene, ed è normale che Liverani – ma è un discorso che vale per qualsiasi allenatore – valuta quello che vede. In questo identikit rientra la parte tattica, tecnica, di personalità e di carisma. Vedendo la nostra formazione sia per scelta che per infortuni difficilmente sono riuscito a dare continuità agli stessi dieci e questo fa capire la difficoltà del lavoro. Da una parte è bello, perché tutti coloro che ho chiamato hanno risposto presente; dall’altra parte è più difficile per dare una continuità di lavoro e anche per conoscenza, perché giocando con lo stesso compagno per un po’ si capiscono pregi e difetti e ci si supporta meglio”. 

Per me non esistono partite di Serie A o Serie B, i punti sono importanti ovunque e per questo non avrei firmato per un pareggio a San Siro. Ancora di più in questa parte del campionato. Poi è evidente che il Milan non farà il campionato del Parma e, sicuramente, il Cagliari è tra quelle squadre che più o meno vuole arrivare al <<primo posto>> della seconda parte del campionato e lotterà con noi. Ha una rosa importante, ha recuperato calciatori, durante la campagna acquisti ha mantenuto i suoi giocatori forti e ha cercato di migliorarla. Vuole fare un campionato da vertice per ciò che riguarda le squadre della seconda fascia. Oggi ci divide un punto, possiamo recriminare noi qualche punto ma anche loro. Ci teniamo a vincere, ci teniamo a dare continuità di prestazione e di risultato. Sapendo che affrontiamo una squadra che vuole fare il nostro tipo campionato e vuole vincerlo, così come vogliamo farlo noi”. 

“Sicuramente va gestita la fase di pressing durante una partita, anche perché non esiste una squadra che lo fa per novanta minuti. Abbiamo delle caratteristiche di calciatori ai quali il pressing può togliere qualcosa, specialmente i tre attaccanti. E poi c’è l’avversario: fino a che hai positività li metti in difficoltà, se ti mandano a vuoto qualche volta è giusto poi abbassare un pochino per evitare di allungarsi. L’idea è quella di aumentare il minutaggio di pressing e portarlo al più possibile ma è sicuramente un motivo di preparazione di una partita: non abbiamo la forza ancora per preparare questo tipo di gara e dunque dobbiamo prepararne più tipi. La squadra in questa fase sta crescendo, ci mancano ancora degli step”. 

Non mi preoccupa il fatto che Inglese e Cornelius non abbiano ancora segnato. Andreas ha avuto qualche occasione ad esempio a Genova poteva segnare. Gli attaccanti vivono anche di periodi. Sicuramente dobbiamo cercare di assecondarli un po’ di più e metterli in condizione di calciare verso la porta. Questo possiamo farlo con la squadra. Sia Roberto che Cornelius, anche se Inglese ha giocato meno, avranno le loro occasioni perché questa squadra – piano piano – sicuramente creerà di più e loro potranno finalizzare il lavoro della squadra”-

“Con il Presidente ci confrontiamo spesso. Io credo che l’allenatore, oggi, deve cercare di unire delle idee di calcio mettendole al servizio dei propri calciatori affinché possano esprimersi al meglio”.