Parma, 5 gennaio 2020 – Alla vigilia di Atalanta-Parma, Mister Liverani ha presentato così la sfida valida per la giornata numero 16 dell’attuale Serie A Tim.

“Abbiamo le certezze legate al lavoro sul campo, per una partita sulla carta proibitiva; abbiamo cercato di prepararla nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile avendo avuto circa 36 ore per lavorare. Sicuramente le difficoltà per noi sono tante, il lavoro in questo momento è l’unica cosa alla quale possiamo credere: con questo bisogna tirarsi fuori, usando le nostre energie, le nostre forze. Questi momenti possono capitare a tutti, quel che ho detto ai ragazzi anche dopo l’ultima partita è che in questi momenti ci si tira fuori solo tra noi, con le nostre forze. Bisogna stringersi, aiutarsi per poter uscire da un momento difficile”.

“Nella vita come nel calcio contano i fatti, parlare di mercato ora credo sia fuori luogo nel senso che ci dobbiamo concentrare su questa partita, poi un’altra tra tre giorni. Questa squadra ne deve uscire con il gruppo che c’è, a prescindere da quel che potrà arrivare in questo mercato, perchè ha le potenzialità. Sicuramente si potrà migliorare in tanti modi, soprattutto numericamente per quanto riguarda ad esempio il reparto offensivo; per il resto questa squadra deve trovare le energie nel gruppo che ha. Le caratteristiche di cosa ci serve le sappiamo già con proprietà e direttore sportivo, sui nomi bisogna chiedere al direttore sportivo e alla proprietà”.

“Tutti quanti noi volevamo una classifica diversa, abbiamo perso due scontri diretti e quindi il morale non può essere alto. A prescindere dal mercato, questa squadra credo debba capire che ci si può aiutare tra tutti noi. Qui c’è un gruppo storico e c’è un gruppo nuovo che si deve adeguare alla strada che qui trova. Ogni giocatore giovane o straniero ha bisogno del tempo, c’è chi apprende prima e chi dopo, qualcuno è arrivato fuori condizione, qualcuno infortunato. Per la crescita mentre si gioca ci vuole tempo. Faccio sempre anche qualche riflessioni su stranieri di altre squadre, uno su tutti è De Ligt del quale qualcuno lo scorso anno aveva messo in dubbio le qualità e invece oggi dopo un anno di esperienza è un altro giocatore, o come Villar della Roma l’anno scorso ha giocato molto meno di quest’anno. Capisco che in Italia nel calcio non ci sia molta pazienza, ma per i ragazzi bisogna averne”.

“Sono un allenatore giovane, ma nei miei 44 anni ho fatto solo calcio, conosco tutte le dinamiche e situazioni. Vengo qui al campo la mattina alle 8 a vado via al tardo pomeriggio, cerco di lavorare e dedichiamo con il mio staff tutto il nostro tempo al lavoro mettendo tutto quello che abbiamo. So che vivo di risultati, tempistiche, situazioni, ma lo vivo con la massima serenità proprio perchè lo so e vado avanti con il mio lavoro. Ci sono persone che valutano il lavoro, i risultati e sono adibiti a prendere decisioni. Fino a che sono allenatore del Parma vivo come se dovessi rimanere qui una vita, poi questo ce lo dirà il tempo”.

“Kucka, Iacoponi e Osorio sono tutti fuori, diciamo che il momento non è dei migliori; Pezzella rientra ma pensando che non abbia i 90 minuti. Incontriamo una squadra in grande condizione, lo ha fatto vedere due giorni fa: sulla forza e i giocatori dell’Atalanta credo sia quasi superfluo soffermarsi. Si tratta di una partita di grandissimo sacrificio, la compattezza ci può aiutare a soffrire meno; se dovessimo fare una gara allungandoci e creando troppi spazi credo sia difficile portare a casa un risultato”.

“Non credo che abbiamo tanto modulo o modo di giocare, perchè questo è un gruppo storico che aveva delle conoscenze. Il ritiro serve anche a cambiare, quindi non avendo avuto tempo siamo rimasti molto simili a un certo tipo di calcio. Contro il Torino sul primo gol c’è stato un errore di valutazione credo, perchè eravamo in vantaggio e dovevamo difendere meglio la profondità; è vero che è finita 0-3 ma io non credo che il Parma sia stato surclassato, poi uno vede il risultato ed è evidente che abbiamo delle difficoltà. Il gruppo storico ha creato tanto qui, va supportato e deve essere pronto ad accogliere i giovani che a loro volta devono dare dei segnali importanti. L’adattamento è giusto, la pazienza è importante ma bisogna dare qualcosina di più, questo a prescindere da Fabio Liverani”.

“Gervinho non è pronto, è arrivato e sta proseguendo senza alcun intoppo; Mihalia è un po’ più pronto ma è un giocatore che ha avuto un’operazione ed è fermo da 3-4 mesi, anche su questo bisogna avere pazienza. Abbiamo pensato in certi momenti che la squadra avesse un equilibrio, dopo Genova e Milano, così come i pareggi contro Benevento e Cagliari ci avevano dato una quadratura. Per tantissimi motivi questa squadra difficilmente lavora con gli stessi giocatori e riesce a dare continuità. Non credo che in questo gruppo debba esserci una rivoluzione, abbiamo 5 o 6 giocatori fuori dunque parlare di rivoluzione diventa difficile. C’è bisogno di risentire quel fuoco dentro che per vari motivi è stato altalenante; cercherò di scegliere gli uomini migliori che in questo momento mi possono dare un po’ più di garanzia tenendo presente che in alcune situazioni abbiamo delle scelte obbligate”.