Parma, 3 marzo 2021 – E’ questo il pensiero di Roberto D’Aversa, allenatore del Parma, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara contro l’Inter in programma domani alle 20.45 allo Stadio ”Ennio Tardini”.

“Arriviamo da queste due partite, contro Udinese e Spezia, dove l’aspetto positivo è che abbiamo terminato in crescendo dal punto di vista fisico e in cui la squadra ha dimostrato di essere viva. Il rammarico è che se avessimo raccolto quattro punti in più staremmo parlando di una situazione di classifica certamente ancora deficitaria ma diversa, e di sicuro non avremmo rubato nulla. Sarebbe stato importante anche per il morale dei ragazzi e di tutto l’ambiente. Bisogna però guardare avanti, analizzare che lo Spezia nella gara precedente aveva surclassato il Milan e dunque credere nel nostro potenziale e nelle potenzialità che abbiamo. Allo stesso tempo, però, ragionare su quegli errori che non ci stanno permettendo di portare un risultato pieno a casa perché non ce lo possiamo più permettere. Una problematica la abbiamo risolta, abbiamo fatto due gol sia contro l’Udinese che contro lo Spezia, oltre a creare altre varie situazioni. E quest’aspetto lo dobbiamo migliorare, perché anche con lo Spezia abbiamo avuto altre occasioni per andare sul 3-1 e sarebbe stato importante perché poi basta un episodio negativo, come spesso accade in questi casi. Quando c’è da ammazzare la partita possiamo farlo, perché in questo momento anche sul risultato di 2-0 l’avversario è convinto di poter recuperare la partita e questo non ce lo possiamo permettere. E’ una qualità che avevamo, perché spesso e volentieri quando passavamo in vantaggio potevamo star lì giorni e giorni senza subire gol. Dobbiamo dunque migliorare questo aspetto, ma parlo per tutti, anche per coloro che hanno più qualità tecniche piuttosto che fisiche o di contrasto”.

“Se si ragiona sulla carta, la gara di domani è difficoltosa. Il bello del calcio però è che a volte il campo può dimostrare il contrario. Sicuramente dobbiamo fare una prestazione al 120%, eliminando errori perché non possiamo permetterceli contro l’Inter che è in testa alla classifica, e magari trovare una squadra che incappa in una serata un po’ storta. Anche questo dipende da noi, potrebbe non bastare ma dobbiamo andare in campo affinché questo accada. Se ragioniamo sullo scorso campionato, penso che siamo stati tra quelle squadre che ha messo molto in difficoltà l’Inter. Dunque ragioniamo, anche se è difficile, sugli aspetti positivi. La fiducia, l’autostima può portarti a fare un risultato insperato, impensabile, ma nel calcio nulla è impossibile”.

“Più che la loro pressione, che hanno portato fin dal primo minuto perchè per le loro caratteristiche tengono la linea difensiva molto alta – e il loro modo di giocare ci aveva visto in vantaggio di due gol – è inspiegabile come si sia preso gol su una respinta su un cross, dove abbiamo pulito l’area in un momento in cui ci doveva essere la certezza di farlo e dove in una giocata importante di Maggiore abbiamo subito un gol nel quale in senso del pericolo di alcuni giocatori non è scattato. Su una palla messa centralmente così magari i difensori devono avvertire il senso del pericolo. Quando si ha qualcosa fra le mani magari può entrare in testa il timore di perderla, avevamo la vittoria in mano. Sul 2 pari al di là del fatto che siamo passati a cinque – in un momento in cui gli infortuni vanno a colpire sempre quel reparto – abbiamo avuto occasioni per vincere la partita giocando mentalmente in maniera libera. Dobbiamo essere bravi a giocare tutta la partita nella stessa maniera al di là di come ci veda il risultato, se in svantaggio o meno. Ci vorrà un risultato positivo, dobbiamo fare di tutto perchè questo avvenga al di là dell’avversario che è forte, ma noi dobbiamo fare risultato“.

“Non mi piace entrare nelle circostanze altrui, credo che bisogna ragionare nella stessa maniera per tutti. Quando non c’ero il Parma, ma anche altre squadre sono andate a giocare nonostante un numero di giocatori positivi. C’è una pandemia, bisogna curare la sicurezza nazionale, ma credo anche che spesso nel campionato ci sono delle differenze e non delle eguaglianze, senza entrare nel caso specifico del Torino. Il Parma è andato a Udine a giocare con un numero di giocatori positivi abbastanza elevato, dunque merito al Parma per questo atteggiamento. Credo sia giusto ci sia uguaglianza su come ci si deve comportare quando accadono queste cose. Non si sta falsando il campionato, ma ci si comporta in maniera diversa; il Genoa ha sfruttato solo una volta il fatto di chiedere il rinvio. Quello può andare a influenzare la classifica, il risultato, bisogna avere un comportamento uguale per tutti e questo non sta accadendo, non parlo del Torino ma in generale”

Non credo che possiamo farci influenzare anche dai risultati delle altre squadre, dobbiamo cercare di ragionare solo su quello che c’è da fare in campo senza farci influenzare dagli altri risultati perchè il nostro destino dipende dai punti che facciamo noi. Poi dobbiamo sperare che magari altre squadre possano incappare in un periodo negativo come successo a noi, ma noi dobbiamo passare per una serie di risultati positivi. Domani giochiamo contro la prima in classifica, contro una squadra forte, mi auguro possa essere una partita da affrontare mentalmente liberi, io pagherei per giocarla domani, non vedo quindi una problematica mentale che possiamo crearci in vista di domani. I fatti stanno dimostrando che se si va in vantaggio di due reti e non si porta a casa nulla, vuol dire che dobbiamo affrontare i match in maniera serena, il che non significa con mancanza di responsabilità ma ragionare su quel che c’è da fare in campo. Se c’è la possibilità di “ammazzare” l’avversario dobbiamo farlo, ci vogliono più malizia, furbizia, determinazione, voglia, cattiveria. L’impegno i ragazzi ce lo stanno mettendo, abbiamo delle difficoltà e dei difetti come dimostrano numeri e classifica, ma nelle ultime due gare abbiamo finito meglio degli avversari, abbiamo segnato. Vanno migliorati alcuni aspetti che non ci hanno permesso di portare a casa più punti”

Inglese e Pellè sono rientrati part-time, bisogna considerare il loro percorso. Graziano veniva da un periodo di inattività e poi si è fermato per un infortunio, Roberto è stato fermo per tanto tempo; bisogna ragionare su Karamoh e Mihaila che hanno avuto delle difficoltà in partita. Numericamente nel reparto avanzato abbiamo qualche difficoltà, però a Spezia dove Inglese e Pellè non erano nemmeno convocati la squadra è passata in vantaggio. Non mi piace crearmi l’alibi delle assenze, questo non fa parte del nostro modo di ragionare, è chiaro che serve avere delle alternative anche nella gestione di una gara: visto che si discute spesso anche dei cambi, dove non si ha la possibilità di avere degli attaccanti per sostituirne degli altri è normale che si possano avere caratteristiche diverse in chi entra. In passato anche con assenze pesanti si è fatto qualcosa di importante, come dimostrato le gare contro l’Inter all’andata e al ritorno lo scorso anno”

“A Spezia c’è stato un cambio con Busi entrato al posto di un attaccante esterno senza cambiare sistema di gioco perchè Brunetta era già ammonito. La scelta è ricaduta su un giocatore con caratteristiche diverse; Karamoh ha chiesto lui il cambio, poi il terzo è stato Mihaila che non ce la faceva più e poi ci ha messo due giorni per recuperare. Per domani bisogna ragionare sulle condizioni di Karamoh e di Mihaila. Negli ultimi 15 minuti la squadra stava giocando con il 3-5-2 che a me non piace: tuttavia, pur non piacendomi, se c’era una squadra che dava la parvenza di poter vincere la partita sicuramente era il Parma. Ma la responsabilità non è degli altri, è nostra che diamo adito nel far parlare gli allenatori avversari su un risultato, o anche sugli eventuali cambi. La responsabilità è nostra perchè se chi entra imprime un impatto diverso alla partita, molto probabilmente i cambi non verrebbero neanche criticati, ma l’allenatore cerca di fare il bene della squadra vedendo il campo. La preparazione? Mai e poi mai mi permetterei di giudicare l’operato di uno staff precedente al nostro. Bisogna considerare che Mihaila è arrivato qui con un problema di pubalgia, quando sono arrivato io aveva fatto una gara da titolare con l’Atalanta e gli strascichi se li è portati per molto tempo. Con me ha giocato benissimo con la Lazio, si è lavorato per portarlo in condizione. Sta dimostrando di essere un giocatore importante, deve migliorare, ha creato tantissime situazioni da gol ma deve anche imparare a concretizzare, ad essere più determinato. Come successo a Karamoh, sta crescendo molto; le problematiche fisiche se le porta dietro ancora oggi, post gara ci ha messo 48 ore a recuperare , vive per su caratteristiche di strappate in velocità, bisogna essere bravi a gestire questi due giocatori, dobbiamo fare in modo che non si facciano male, ragioniamo perchè siano prestativi domani sera e sul fatto che si gioca dopo poco”

“I dati che spiccano finora sono quelli dell’indice della pericolosità della squadra, siamo passati dalla penultima alla quartultima posizione, il che vuol dire che siamo migliorati e siamo molto più pericolosi; il miglioramento non deve essere solo nei numeri ma nell’efficacia, bisogna essere più cattivi quando si hanno le occasioni, lì non è questione di giovani o vecchi. Mihaila deve andare in campo ragionando sul fatto che può determinare perchè sta giocando bene, dove ha la possibilità di concretizzare deve essere più cattivo. In passato le squadre sapevano che difficilmente avrebbero fatto gol, ora invece diamo una parvenza diversa, non tanto sulle occasioni che concediamo all’avversario ma negli errori singoli, lo dico perchè può essere legato ad un aspetto mentale di fiducia che ti porta a commettere errori anche da parte dei più esperti”