Parma, 22 giugno 2021 – Gianluigi Buffon è stato presentato come nuovo acquisto del Parma Calcio in una conferenza stampa al Tardini.

La presentazione è stata anticipata dalle parole del Presidente del Parma Kyle Krause:

“Buonasera a tutti, che giorno entusiasmante per me, la mia famiglia, il Parma e i nostri tifosi. Quando ho avuto la fortuna di diventare azionista di maggioranza ho pensato: come sarebbe se riuscissimo a mettere sotto contratto Buffon? Non abbiamo riportato solo uno dei più grandi portieri al mondo, ma anche un giocatore che con il Parma ha vinto un trofeo in Europa. Ho avuto la possibilità di incontrare Gigi in spogliatoio a Torino dopo la partita contro la Juve e gli ho chiesto cosa avrebbe fatto la prossima stagione, lui mi ha risposto con il suo tipico sorriso ed è andato via, ma nel frattempo gli avevo messo la pulce nell’orecchio. Questo è un momento storico per il Parma, abbiamo preso un grandissimo portiere che farà da leader per la squadra oltre che un grandissimo uomo, bentornato Gigi

Ecco le parole di Gianluigi Buffon:

“Con questa scelta l’unico messaggio che ho dato a me stesso è stato quello di conoscermi profondamente e sapere che se non ho un coinvolgimento emotivo le cose non mi riescono bene così come sono abituato a fare. Ho pensato 20 giorni alle opportunità che potevo avere fino a quando non mi è salito un qualcosa, ho mandato un messaggio a mia moglie dicendole che andavamo a Parma. Con Maresca ci siamo sentiti un paio di volte ma per aspetti prettamente tattici, prima avevo bisogno di ricaricare le pile e fare la scelta che potesse emozionarmi di più, ho la certezza di poter essere un portiere forte se il mio coinvolgimento emotivo è totale, per me Parma è la scelta ideale per poter lanciare l’ultima sfida e sono convinto sia così”

“L’uomo è cambiato, dai 23 ai 43 anni c’è una fase di maturazione, credo che quel mio aspetto guascone che avevo sono riuscito a dominarlo, però me lo tengo perche serve avere un po’ di energia: ho bisogno per autoalimentarlo di quei sogni, di quel ragazzo, di quel modo di interpretare la professione. Per ora in città non sono stato, la prima emozione è stata quando rifacevo le scale per andare nella vecchia sede e ho pensato che sembrava ieri nonostante fossero passati 20 anni. Pochi possono dire di essere tornati ad alti livelli nello stesso posto, penso di essere un portiere ancora importante e ho obiettivi importanti con il Parma accanto a questa dirigenza. Per chi ha tanta fiducia in me la voglia è quella di ripagarla”

“Mi sono sempre concentrato per dare risposte sul campo, per il resto quel che ho sempre fatto è stato comportarmi per quel che sono e i miei compagni mi hanno sempre apprezzato, mi piace stare nel gruppo, scherzare ed essere serio quando ce n’è bisogno. Il messaggio alla piazza? La scelta di tornare a Parma è nata anche perché ho il desiderio con tutta Parma di condividere quelli che saranno i risultati futuri della squadra, nella mia scelta la posizione dei tifosi è stata predominante, a parte qualche caso sporadico gli attestati di stima da parte dello stadio tutte le volte che sono tornato mi hanno sempre fatto piacere, ho dato al Parma quel che meritavano, per quel che mi hanno dato. In tutte le squadre sono stato un elemento aggregante e non divisivo”

“Finita la partita contro il Parma a Torino sono tornato negli spogliatoi e ai dirigenti della Juventus ho detto che il Parma era in ottime mani nonostante la quasi certa retrocessione, ho conosciuto una persona come Krause che mi ha dato un’impressione di serietà che difficilmente trovi in questo mondo. Questo per me è stato importante. Non è cambiato niente dal 2006, all’epoca scelsi la Juve, oggi scelgo il Parma, a prescindere dalla Serie B; è la passione che metto in campo che conta. Differenze con il mio esordio del ’95? Non ci sono modelli applicabili nel presente che venivano applicati in passato, è cambiato anche il modo di interagire in spogliatoio. Quando Maresca è stato presentato come nuovo allenatore ha detto che l’importante è che chi vuole venire qui al Parma, deve volerlo davvero. Questo vuol dire che ci sono giocatori che non sanno cos’è il Parma, il 16° club in Europa per trofei, è una storia abbastanza recente e deve essere un valore che deve essere conosciuto da chi è qui e da chi verrà, altrimenti si fatica a dare il meglio di sé”

“Se ho fatto questa scelta è anche perché sarò felice del fatto che anche i più giovani potranno dire di avere avuto Buffon nella propria squadra del cuore ed esserne orgogliosi. I miei figli sapevano poco di quanto Parma ha rappresentato per me, ora capiranno perché lo faccio, sono messaggi che spero li stimolino sul capire del perché si fanno certe scelte. La Nazionale? Ora è cominciato un corso di giovani e Mancini deve avere la serenità di scegliere il proprio gruppo, chi ritiene più affidabile. Io ho lanciato la sfida a me stesso quando ero al Psg che mi ha dato la possibilità di continuare a giocare, fino a giugno 2023 devo chiedere a me stesso grandi prestazioni. L’anno della B fu divertente così come per molti che l’hanno condiviso con me, ti riappropri di una dimensione calcistica che è stata la stessa che ti ha fatto avvicinare a questo mondo da ragazzo, certo eravamo talmente forti che potevamo permetterci di divertirci, ma ricordo che nelle prime gare calarsi nella nuova realtà non fu facile e questo mi fa drizzare le antenne: so a cosa andiamo incontro, ci vorranno umiltà e determinazione

“Differenze tra i giovani di ieri e di oggi? Non so che decisioni prendono gli altri, ho un background diverso, so che se mi levo determinate emozioni so che non posso giocare e vado incontro a figure pessime. Bisogna sempre dare uno sguardo al passato e prendere le cose migliori”