Parma, 5 aprile 2022 – Alla vigilia del match che si disputerà mercoledì allo stadio Ennio Tardini contro il Como, valido per la 33° giornata di Serie BKT, l’allenatore Beppe Iachini ha incontrato la stampa in videoconferenza dal Centro Tecnico di Collecchio.

“Ripartiamo valutando le fatiche della partita, i recuperi. Abbiamo l’allenamento di oggi, verifichiamo come stanno i ragazzi e mi baserò su questo per fare una prima formazione. Abbiamo 36 ore alla gara, valutiamo bene tra oggi e domattina. Gigi Buffon ha lavorato in modo differenziato fino a ieri, oggi farà accertamenti e vedremo con lo staff medico e con lui cosa è più opportuno fare, ad oggi la situazione è la stessa dell’altro giorno. Di quelli che abbiamo fuori è l’unico che ha qualche chance di essere vicino al recupero“.

“Quando sono arrivato bisognava mettere a posto diverse cose: abbiamo valutato diversi aspetti come le caratteristiche dei singoli, la pressione avuta, i timori, il costruire un vestito che esaltasse le caratteristiche del gruppo e tra febbraio e marzo si è verificato quanto preventivato, cioè che ci fosse un grande miglioramento con i giovani e i cosiddetti vecchi. Purtroppo non erano state preventivate le problematiche come le 10-11 indisponibilità continue; e non ci aspettavamo i diversi episodi che nel percorso ci hanno caratterizzato come i pali e le occasioni non concretizzate ma nei numeri la squadra è cresciuta sia in fase difensiva che offensiva, per quel che riesce a creare. Il percorso è corretto, va considerata la particolarità della stagione, il nostro percorso nelle ultime stagioni ci avrebbe dato una distanza di 3-4 punti dai playoff, mentre quest’anno davanti, le squadre con un percorso più lungo insieme, stanno avendo un passo elevato. La squadra aveva già avuto una serie di gare positive, con Cremonese e Ternana abbiamo fatto tra le migliori gare e non abbiamo raccolto quanto creato, la squadra è cresciuta molto ma tutto questo non è stato premiato dalla classifica. Davanti hanno corso tantissimo, potevamo essere a meno punti dai playoff alla 32° giornata, ma questo non deve riguardarci, guardiamo il nostro percorso di crescita; c’è stato un cambio di allenatore, continuiamo a lavorare e migliorare, correggendo gli errori sul piano della personalità e dei singoli episodi, ma la squadra oggi è squadra, lo sta dimostrando da qualche tempo, pur con tante gare e difficoltà: andiamo avanti cercando di fare più punti possibili. Andremo a valutare la crescita dei singoli per quello che dovremo fare più avanti, ora pensiamo a giocarci le nostre gare onorando la maglia e rendendo orgogliosi i nostri tifosi: questo deve essere nel nostro dna, poi verificheremo quel che è stato positivo e quale problemino dovremo andare a correggere”.

“Le difficoltà ci possono essere anche sul piano della lingua, dell’adattamento: Platini ci ha messo 8 mesi per diventare importante nella Juventus, il  discorso vale in maniera simile anche per Zidane, lo dico per fare capire una difficoltà che è generale, vale per i nostri giocatori e per altri, soprattutto per i giovani che escono di casa per la prima volta. Ci vuole un’attenzione maggiore sulla tattica individuale perché fa parte della crescita del giocatore che così può diventare funzionale per il gioco della squadra: è un aspetto che diventa importante per i settori giovanili. Quando vieni a fare parte di un campionato dove tattica e cura del dettaglio sono importanti, l’ambientamento non è solo a livello di lingua ma anche di lavoro, vale per i giovani ma anche per i più esperti, va dato loro tempo: il Parma fa un percorso di un certo tipo, la soddisfazione c’è anche nel vedere la crescita di tutti i giocatori, il lavoro intrapreso è quello corretto, lo si vede a occhio nudo”.

“L’Atalanta perdendo alcuni giocatori può avere avuto qualche difficoltà in più, in B il Lecce senza Coda per 15 partite avrebbe potuto avere dei punti in meno, a noi è successo con Inglese: il Parma ci faceva affidamento ma non lo abbiamo quasi mai avuto, inoltre quando stava andando meglio ha avuto un infortunio. Siamo chiamati a valutare tutti questi aspetti per fare sì che non accadano, con un lavoro sull’organizzazione e sulla cura del dettaglio”.

“Mi sono capitate diverse situazioni come quella di Bernabé, Bennacer per esempio l’ho arretrato e ora è uno dei punti di forza del Milan davanti alla difesa. Pur non essendo stato facile all’inizio, essendo abituato ad altre posizioni, abbiamo dovuto trovare la chiave per convincerlo e lavorarci; e lavorando con determinati movimenti e modi è stato fatto un percorso che sta dando frutti. Adrian è stato diversi mesi fuori, sta tornando pian piano a livelli di condizione fisica, i primi allenamenti li ha fatti un mese mezzo dopo che ero arrivato, quando l’ho visto sul campo ho intravisto certe potenzialità, ha margini di crescita. Ne apprezziamo la crescita stessa, di lui e di altri giovani qui, una crescita che si vede pian piano anche a livello di personalità in partita. Bisogna lavorarci sempre più, con umiltà: il loro percorso è appena iniziato, siamo contenti di avere qui tanti ragazzi con margini di crescita, non possiamo pensare diventino subito quello che vorremmo, dobbiamo arrivare a farli arrivare importanti per l’immediato e per il futuro”.

“Affrontiamo un Como che sta bene, ha battuto Perugia e Monza, ha cambiato pelle tatticamente, sta raccogliendo dei frutti, ha qualità, davanti sono pericolosi, hanno un mix di esperienza e qualità. Hanno condiviso una promozione insieme, spesso accade che quando arrivi dalla vittoria di un campionato poi aggiungi giocatori importanti di qualità che in B ti fanno fare un certo percorso. Sarà difficile per noi, affrontiamo una squadra con qualità, dovremo fare una grande partita, la squadra lo sa e dobbiamo dare continuità alle nostre prestazioni, alla fine tireremo le somme. Il grande peccato è che quest’anno siamo incappati in un anno in cui la media punti è più alta sopra e più bassa sotto, vedi il Crotone partito per vincere il campionato e che si ritrova lì per la difficoltà di questo campionato. Veniamo da 3 vittorie e 5 pareggi con tra le altre Pisa, Monza, Cittadella e in tutte sono uscito arrabbiato dal campo perché non abbiamo raccolto quanto meritato, faccio mea culpa per le occasioni sprecate e per gli episodi che non ci hanno visto fortunati. Dobbiamo continuare però a crederci guadagnando posizioni di classifica nel nostro percorso, che sopra continuino a vincere è nell’ottica di un campionato mai così difficile come quest’anno. La quota promozione dipende da quanti punti si fanno sotto: meno ne fanno sotto, più ne fanno sopra: oggi siamo in corsa e dobbiamo fare più punti possibili“.

“Se arrivassimo a 60 punti sarebbe tanta roba, ma i calcoli non li facciamo: a Pisa e Monza siamo andati per vincere, come in altre gare, poi ci sono stati i singoli episodi non sfruttati e non concretizzando, vuol dire che qualche difetto lo abbiamo ma è stato figlio di situazioni inaspettate; anzi mi è piaciuta sempre la reazione della squadra che lavora con forza in settimana e questo si vede sul campo dove ci crediamo fino alla fine, poi ci sono i giudizi: se avessimo segnato sul finale col Cittadella si sarebbe parlato di grande rimonta, il calcio è questo, dobbiamo lavorare sempre sui miglioramenti”.

“I cambi in gara non incidono? A volte accade, a volte no. Non è facile prevedere come possa andare un giocatore, i cambi li fai per forzare la gara, poi dipende in che momento psicologico è la squadra al momento del cambio. A volte chi è entrato lo ha fatto col piglio giusto, ci è successo con Pordenone e Spal; altre volte non succede. Poi va considerato che ci sono 5 cambi, da un lato è un vantaggio per avere forze fresche, ma nei 5 cambi bisogna considerare che magari 2 entrano in maniera giusta e altri 2-3 meno bene: non è un caso che diversi allenatori non li sfruttano tutti e 5 i cambi. L’obiettivo resta quello di mantenere sempre una squadra con una certa identità, questo fa parte della crescita. Sabato avevamo tanti giocatori giovani in campo, poi se andiamo a vedere il rigore non c’era perché Benedyczak non ha toccato il giocatore, anche se a me dal campo sembrava fallo; questo ha fatto sì che si creasse una certa paura soprattutto tra i più giovani. Poi dopo quei 5 minuti la squadra ha ripreso in mano la gara cercando il terzo gol, questo fa parte di una gestione della gara da attuare con personalità”.