Collecchio, 21 ottobre 2022 – Le dichiarazioni dell’allenatore crociato Fabio Pecchia, durante la conferenza stampa di presentazione della partita contro il Sudtirol (in programma sabato 22 ottobre, ore 14:00) rilasciate ai giornalisti nella sala stampa del Centro Sportivo di Collecchio.

I numeri parlano in maniera chiara, il Sudtirol ha avuto un inizio complicato, poi con Bisoli hanno svoltato. Nelle ultime 6 gare hanno numeri straordinari, sono riusciti a creare una forza e una voglia di fare risultato. Una squadra con idee ben chiare, il merito va all’allenatore ma ha tutto l’ambiente che sono stati bravi a ricreare, nonostante l’avvio difficile, compattezza ed entusiasmo per ripartire. In questo sottolineo il lavoro di Bisoli e ancora una volta va a evidenziare quello che è il campionato di Serie B: ci sono momenti particolari, ma bisogna mantenere sempre il giusto equilibrio, anche nelle valutazioni

Voglio evidenziare la voglia dei ragazzi di voler lavorare insieme, di fare le cose da gruppo, con la giusta mentalità e il giusto spirito. Sull’organizzazione tecnico-tattica abbiamo bisogno di tempo, ma su questo mi preoccupo di meno. E’ più importante entrare in campo e trasmettere emozioni a loro stessi, che sono protagonisti, e alla nostra gente.

Settore Ospiti esaurito a Bolzano? Questo è bello, che la gente apprezza il comportamento dei ragazzi. Ci seguono, ma anche il fatto di vivere le partite con una partecipazione. Perché come quando abbiamo giocato l’ultima partita in casa, nella prima parte che hanno spinto, c’era una partecipazione totale. E poi c’è stato per tutto il tempo. Noi dobbiamo continuare su questa strada e rendere la nostra gente veramente orgogliosa della prestazione. Il fatto che ci segua è un motivo ancora più per spingere sull’acceleratore e voler spingere sempre di più

Infortunati? Recuperiamo Chichizola e non c’è altro di nuovo. Al di là dei cambi, voglio vedere un Parma che ha la voglia di fare. C’è una gestione delle risorse, c’è chi può partire titolare ma 5 cambi possono cambiare il volto a una squadra. Non so cosa potrà essere, sul campo mi sembravano tutti in buone condizioni. Inglese e Tutino? Stanno bene. Bob spinge dall’inizio della stagione, tutti stanno bene, si tratta solo di trovare il giusto equilibrio per affrontare il Sudtirol, sia inizialmente che quella potrà essere la partita in corso. Gennaro è entrato molto bene con la Reggina e per me è una questione di qualità e non di quantità, di poter dare il proprio contributo. Giocare 20, 30 o 90 minuti non cambia le condizioni per poter far parte di questa partita. 

Quello che vedo dal primo giorno, al Centro Sportivo, ho visto una partecipazione totale da parte dei ragazzi. Ho cercato di dare fiducia a tutti, fiducia nei ragazzi e nel lavoro. E il fatto di una squadra, così giovane, ha bisogno che questi ragazzi possano giocare, possano esprimersi e possano commettere degli errori. Ma possono continuare a lavorare in un ambiente tale da poter esprimere il loro potenziale. La cosa bella è il fatto di volersi sentire gruppo, di voler sacrificarsi, di stare insieme e di voler stare insieme. Giovani di qualità con grande potenzialità, sarà il tempo poi che dirà dove potranno arrivare. Mi rende felice questa voglia di stare insieme, questa è la base su cui costruire un’idea forte di squadra.

Il Sudtirol copre bene il campo, è una squadra molto fisica anche con gli attaccanti, una squadra molto strutturata. Nella fase di non possesso essere bravi a vincere i duelli, ci serve per comandare il gioco. E quando li vinci abbiamo bisogno della giusta qualità e anche cercare conclusioni dal limite.

L’età media di 22 anni? La politica del Club è molto chiara, molto definita nel valorizzare molti giovani. E’ bello e gratificante, in alcuni giovani ci vuole tempo anche se per noi allenatori il tempo non c’è. Vincere le partite e far crescere i giocatori, ma ci vuole tempo. La presenza dei veterani aiutano e accelerano la formazione di questi ragazzi. Però in Italia sembra una mosca bianca, ma all’estero trovare squadre con tanti giovani è molto più frequente”.