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L’ALLENATORE CRISTIAN CHIVU: “MANTENIAMO SENSO DI RESPONSABILITÀ E UMILTÀ”

Collecchio, 28 febbraio 2025 - Le dichiarazioni dell’allenatore Cristian Chivu, durante la conferenza di presentazione della ventisettesima giornata di campionato contro l’Udinese, rilasciate nella sala stampa del Mutti Training Center di Collecchio. 


SIAMO IN UNA ZONA DI BUIO, DOBBIAMO CERCARE LA LUCE

Dopo la partita contro il Bologna mi ha ha fatto piacere vedere i ragazzi sorridenti e felici, perché avevano capito l’importanza di quei tre punti ottenuti. Non dobbiamo mai dimenticare di esultare ma anche di essere felici mantenendo però il senso di umiltà e responsabilità, perché la strada è ancora lunga: mancano 12 partite e per noi sono 12 finali e bisogna fare il più possibile per uscire da questa zona di buio e di ombra, però quando si sta al buio bisogna cercare la luce che non arriva da sola. Bisogna piano piano capire le modalità per uscirne. Direi che una vittoria ti dà comunque un po’ più serenità e convinzione. Ci sono ancora tante cose da fare, ma quello che abbiamo chiesto contro il Bologna è stato fatto: c’è stata disponibilità e attenzione sia dal punto di vista tecnico che tattico e soprattutto dal punto di vista nervoso abbiamo gestito bene la partita. La strada è ancora lunga, noi dobbiamo cercare di dare alla squadra senso di responsabilità, capire i momenti e insegnargli a gestire un po’ la frustrazione, che è la cosa più difficile per tutti. Però il senso di umiltà, di responsabilità e la cultura del lavoro sono cose che non devono mancare. Da questo abbiamo già visto la reazione. La condizione della squadra? Sta bene e si è allenata bene. La vittoria contro il Bologna dal punto di vista del morale ci ha dato qualcosa in più. Ci ha dato probabilmente un po’ più di convinzione e fiducia ed è ovvio, quando si vince, si lavora con più serenità. Per quello che riguarda i recuperi, la settimana scorsa abbiamo avuto problemi con Vogliacco che da due giorni si allena con noi ed è a disposizione”.

LAVORO CON ENTUSIASMO A COLLECCHIO

La mia prima settimana intera qui a Collecchio ho avuto lo stesso entusiasmo e senso di responsabilità che abbiamo avuto anche la settimana precedente cercando di capire al meglio la forza di questo gruppo, parlando tanto sia ai singoli che al gruppo, cercando di trasmette valori importanti sia in campo che fuori dal campo. Il lavoro sulla difesa? In base alle necessità e al modo di approcciare una partita, credo ci si debba adattare se schierare in difesa sempre la stessa coppia o alternare. Però tanti cambiamenti possono creare confusione, quindi cerchiamo di semplificare un po’ le cose e di dare la stessa identità, valori e principi per diventare una linea difensiva più compatta con le idee chiare su quello che si deve fare. Ma come ho sempre detto, bisogna trasmettere il concetto che si difende sempre in 11 e che tutti devono sentire questo senso di responsabilità”. 


UDINESE, FISICITÀ E TANTE ROTAZIONI

L’Udinese è una delle squadre più fisiche del campionato, ultimamente cambiando anche modulo e modo di giocare nelle ultime quattro partite ha ottenuto tre vittorie e un pareggio, le ultime due gare casalinghe le hanno vinte. Tutte le partite in Serie A sono difficili e noi siamo pronti per affrontare e sistemare le problematiche che potremmo avere durante l’incontro. L’Udinese non gioca solo con palloni in verticale, ultimamente fanno spesso tante rotazioni e cambiano il modo di attaccare. Sono bravi anche a fare determinate rotazioni. Ecco, magari il punto fisso che loro offrono è sempre quello, il tridente se ci sarà, e mi riferisco a Thauvin, Sanchez e Lucca. È una squadra che ruota molto, gira tanto e noi dobbiamo mantenere il senso di responsabilità, di compattezza, lo spirito di sacrificio per fare un po’ tutto. Anche vincere con le seconde palle. Rispetto alla gara di andata, hanno cambiato modo e modulo di giocare, è una squadra che in questo momento è in fiducia, fa tante rotazioni e fa più palleggio per scegliere il momento giusto per verticalizzare. Sappiamo che sono forti e dentro l’area ha struttura e fisicità. Bisogna accettare a volte questo tipo di duelli e assumersi le responsabilità che servono per togliere quella che è la forza dell’avversario. A noi se giocano con il terzo portiere interessa solo per preparare la partita per dare certezze e sicurezze, ma non sono in grado di parlare del portiere dell’Udinese”.

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LA FIDUCIA A BONNY

Bonny ci ha dato tanta responsabilità, mi fa piacere averlo visto sorridere dopo la partita e dopo aver segnato. So che l’ultima volta che aveva calciato un rigore lo aveva sbagliato, ma gli abbiamo dato fiducia. È consapevole anche lui del lavoro che deve fare, ma quando mentalmente sei può sereno si può solo migliorare. Il rigore? Abbiamo le gerarchie già assegnate, prima della partita tutti sanno già cosa devono fare. Sui rigoristi c’è il primo battitore, il secondo, il terzo, poi sta anche a loro decidere in campo. Io però preferisco essere chiaro dando le responsabilità così tutti sanno cosa devono fare”. 


BERNABÉ, CIRCATI E LEONI

Anche senza Bernabé noi siamo pronti e abbiamo la responsabilità di adattarci a quelle che sono le problematiche che possono subentrare durante una stagione. Siamo qui per sistemare questi problemi. Ovvio sappiamo che calciatore è Adrian e quanto può dare al Parma, ma in questo momento dobbiamo pensare a quelli che abbiamo e metterli in condizione di rendere e di fare una partita importante rispettando ovviamente le caratteristiche individuali di ognuno. Circati? L’ho visto poco, sta facendo la riabilitazione non vedo l’ora di abbracciarlo e di conoscerlo personalmente. In questo momento siamo focalizzati su chi partecipa, su chi è qui. Mi fa piacere allenare una delle squadre più giovani d’Europa, non dell’Italia… Mi fa piacere abbracciare questo progetto, così come mi piace cercare di trasmettere quello che serve dal punto di vista tecnico, tattico e nervoso, ma anche dell’approccio alla partita cercando di far capire cosa serve per fare il salto di qualità. Leoni sappiamo tutti che calciatore è, e quello che può diventare, sta a noi e a lui capire che, per come la penso io, il calcio la carta di identità non la guarda. Siamo giovani sì, siamo bravi sì, possiamo fare meglio sì. Questo bisogna capirlo il più in fretta possibile”.

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