LA FILOSOFIA DI CHIVU
“Noi non dobbiamo pensare a quello che fanno gli altri, dobbiamo pensare a noi stessi. Fin dal primo giorno che siamo arrivati qui, la mia idea è stata che non possiamo controllare ciò che non dipende da noi. Ho sempre trasmesso che noi abbiamo in mano il nostro destino, il nostro futuro e dobbiamo fare di tutto per cambiarlo. Se aspettiamo la fortuna che cade dal cielo… ma la fortuna non pensa sempre a noi. Dobbiamo credere nella fortuna e poi con i fatti fare un grande lavoro in settimana per poi portarlo in campo la domenica per avere la possibilità di ottenere i risultati. E’ un mese e due settimane che cerco di trasmettere la mentalità di non guardare gli altri ma noi stessi a quello che possiamo e dobbiamo fare, questo è il nostro dovere per quello che è il nostro obiettivo. Certo tra il dire e il fare la strada è lunga… Sono consapevole anche io che può pesare giocare per ultimi, però noi abbiamo nelle nostre mani il nostro destino, quindi credo sia uno spreco inutile di energia andare a caricare troppo e pensare che se non facciamo una determinata cosa potremmo perdere. Bisogna andare in campo consapevoli di quello che siamo, della forza che abbiamo, con l'approccio giusto, con la mentalità giusta, con lo sacrificio e con la qualità anche per portare a casa il risultato”.
L’EQUILIBRIO DEL SISTEMA DI GIOCO
“Sul sistema di gioco la mia unica preoccupazione è sempre stata quella di non creare confusione, noi in campo abbiamo una certa flessibilità e asimmetria, credo che a volte insistere sui cambi del sistema di gioco possa creare confusione. Siamo quelli che siamo, cerchiamo di mantenere quelli che sono i nostri principi e i concetti, a prescindere del modulo e dell'avversario che affrontiamo. Invece, la valutazione su me stesso la faccio a fine stagione. Sono un perfezionista e voglio la vittoria finale, delle “piccole” vittorie non mi accontento. E visto che sono stato scelto e portato qui con un obiettivo preciso direi che la valutazione su di me la farei a fine stagione, io ragiono così e cerco di trasmettere questa mentalità ai miei ragazzi. Per quanto riguarda l’aspetto sul miglioramento del gioco diciamo che io ho una lista di obiettivi da quando sono arrivato qua: dal primo al decimo posto c'è la salvezza, poi iniziamo a parlare di altro. Ovviamente si parla di come raggiungiamo la salvezza e si gira sui soliti principi e concetti: più determinazione, più umiltà, più sacrificio, più gruppo, un po' più tutto”.
CAMARA & ONDREJKA
“E’ sempre una soluzione Camara come lo sono tutti, è vero che lui nelle ultime 2 gare ha giocato poco o niente perché abbiamo scelto di far subentrare altri. Si è allenato anche lui bene, non dimentichiamoci che lui ha rispettato il mese di Ramadan e quindi dal punto di vista fisico e mentale può averla pagata. Però è sempre stato una soluzione e lo è tuttora. Ondrejka? Si sta integrando bene e si sta impegnando, ha a disposizione un gruppo di compagni che lo aiuta per farlo integrare il prima possibile. Lui sta lavorando bene, si sta impegnando e sta cercando di assimilare e capire il prima possibile quelle che sono le nostre richieste e vedo segnali positivi anche da parte sua. A Monza, anche se per poco, ma qualcosa ha fatto vedere, questo mi fa piacere che nonostante sia un ragazzo giovane ed è appena arrivato, cerca anche lui di dare il suo contributo”.